San Cataldo Vescovo di Supino


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Espressioni di Culto in altri luoghi

Informazioni > La Storia del Santo

Il Rev. P. Anselmo Maria Tomassini O.F.M., in occasione del XXXI Congresso Eucaristico Internazionale svoltosi a Dublino nel 1932, ha publicato – per i tipi della Soc. Ed. “Vita e Pensiero” di Milano – il volume intitolato “I Santi Irlandesi in Italia”.In quest’opera – colma di dati sul culto in Italia dei Santi Irlandesi e sulle fondazioni irlandesi in Italia – l’autore tratta ampiamente e storicamente anche della devozione a S. Cataldo ed afferma, anzi, che “forse a nessun altro Santo irlandese si tributa in Italia un culto così esteso come a S Cataldo, che è onorato, dalla Lombardia alla Sicilia, come grande taumaturgo”.Fra le regioni italiane in cui il Santo è onorato, primeggia il Lazio, e particolarmente la Ciociaria con Supino, che ne è – come abbiamo, detto – il Centro devozionale, perchè in nessun’altra parte della regione tale devozione raggiunge sfere così sublimi.Che da Supino la devozione si sia diffusa in tutta la regione non possiamo categoricamente e storicamente affermarlo non essendo in possesso di documenti relativi, ma che dal nostro centro essa sia stata incrementata è indubbio. Basterebbe a documentarlo la persistente diffusione del nome di Cataldo tra gli abitanti della regione ciociara nonostante la imperversante mania di nomi esotici e nuovissimi che si fa sentire anche tra i genitori ciociari.E non solo essa è non diminuita nel corso dei secoli, ma ha lasciato impronte in ogni epoca sia nell’arte come negli oggetti di devozione e di culto, conservati nei vari luoghi e nelle varie chiese della Ciociaria.Ha cominciato Papa Alessandro IV, che – forse in ricordo della risolta questione fra Patrica e Supino e certamente per onorare il Santo Taumaturgo di cui anch’egli era evidentemente un sincero devoto – fece ornare il portico laterale della Cattedrale di Anagni di un bellissimo affresco, ancora conservato perfettamente, con un trittico raffigurante il Cristo bizantino benedicente con a lato S. Cataldo rivestito di abiti pontificali e con in mano il Vangelo e dall’altro lato S. Luca.È Supino stesso che anche nelle sue altre chiese ha di questi ricordi, oltre quelli conservati nel santuario.Infatti:Nella chiesa di S. Maria Maggiore nel quadro sull’altare maggiore vediamo ripetersi il motivo dell’antico stendardo esistente nel Santuario, opera – presumibilmente – del 1700.È del 1719 l’artistico reliquario in argento a forma di braccio, ex-voto dell’arciprete don Domenico Meschini, “Per devotione e gratia ricevuta della salute recuperata” come risulta da antichi documenti conservati nell’archivio parrocchiale di S. Pietro. Tale reliquiario racchiude la parte del braccio di S. Cataldo donato alla nostra cittadina nel 1652 dall’arcivescovo Tommaso Caracciolo di Taranto. Un calice d’argento è ornato alla base con rilievi delle immagini dell’Assunta, di S. Lorenzo e S. Cataldo, protettori della cittadina (op. 1700).In Ciociaria e nel Lazio Meridionale.Proseguiamo nella nostra rassegna dei luoghi di Ciociaria ove si coltiva, ancora oggi, la devozione di S.Cataldo ed ove esistono segni tangibili di tale culto. Troviamo che:Patrica – Lo venera come Patrono principale e ne celebra la festa la Domenica successiva al 10 maggio.Una nuova Chiesa parrocchiale, per inziativa del Vescovo Diocesano di Ferentino, Mons. Costantino Caminada, sorgerà nell’Agro di Patrica. Sarà intitolata a S. Cataldo.Ferentino – Nella chiesa di S. Ippolito si conserva una tela artistica di S. Cataldo, già appartenente alla famiglia Roffi-Isabelli; nella Cattedrale, tra gli altri affreschi riproducenti i Santi Protettori della Diocesi nella navata centrale a drestra sulla “Confessione”, vi è un affresco del Cisterna (1903) raffigurante S. Cataldo; mentre, nella nuova chiesa dei SS. Giuseppe e Ambrogio presso lo scalo ferroviario vi è un artistico pannello raffigurante S. Cataldo, opera del pittore Scappaticci del 1952;Rocca D’Arce – La chiesa parrocchiale è dedicata a S. Cataldo e vi si conserva un’antica statua lignea;S. Elia Fiumerapido – Vi è una contrada intitolata a San Cataldo con chiesa relativa nella quale si conserva un gran quadro del Santo ed una reliquia. La festa si celebra la prima Domenica di settembre;S.Giovanni Incarico – Presso la centrale elettrica del fiume Liri vi è una cappella dedicata al Santo;Amaseno – nella bella Chiesa Collegiata di S. Maria (risalente al 1117) fra le reliquie poste nel sepolcreto dell’Altare Maggiore, ve n’è anche una di S. Cataldo; Frosinone – presso la famiglia Longhi-Bragaglia Giovanni Battista è conservata una tela di S. Cataldo, opera del famoso pittore Luigi Maccari (1850)Taranto e altre regioni Nell’estendere le nostre ricerche dei luoghi ove si venera San Cataldo, dobbiamo anzitutto citare Taranto, culla del culto al S. Taumaturgo, della quale è il S. Patrono e il Santo cittadino per eccellenza in riconoscenza e gratitudine per l’immane opera di apostolato ricevuta, coronata col ritorno della città al Cristianesimo.È la città che ne conserva le sacre spoglie in un ricchissimo altare nella Cattedrale. In suo onore si celebrano tre feste: l’8 marzo, il 10 maggio e la I Domenica di settembre.Sulla riva del golfo Tarantino, presso la foce del fiume Bevagna, ove era sito l’antico “Fellinum” a pochi passi del Santuario di S. Pietro, vi è ancora un pozzo detto di S. Cataldo, presso il quale si sarebbe riposato il Santo naufrago. Inoltre, si chiama “Anello di S. Cataldo” una sorgente sottomarina del Mare Grande di Taranto.È pia tradizione che S. Cataldo al suo giungere alla città marinara abbia voluto compiere un gesto di solenne e spirituale “matrimonio” con la medesima gettando il suo anello pontificale in mezzo al mare. E l’anello nel cadere in acqua fece dei cerchi concentrici sempre più ampi… e il mare ne restò quasi segnato; e lo è tuttora come una grande ruota: li è sepolto l’anello di S.Cataldo.Ogni nuovo Vescovo che fa il suo primo ingresso a Taranto ripete il gesto di S. Cataldo.La tradizione religiosa caratterizza questa città regale per la sua splendida posizione a specchio del mare Jonio come “la città sopratutto fedele e pia, che, come ha lasciato le traccie vive della sua devozione nei secoli, cosi ha mantenuto intatto anche oggi il patrimonio di S. Cataldo, la sua fede cattolica e l’intima vibrazione della sua generosità” (Paolo VI ai Tarentini 25-12-1969).La cittadina calabrese di Cirò Marina in provincia di Crotone, gemellata dal 2007 con il Comune di Supino (FR) in virtù della fede che unisce le due comunità nel nome di San Cataldo.Proseguiamo il giro nelle Puglie e incontriamo:Barletta – Ove presso Porta Marina, è un’antica chiesetta di S.Cataldo. Nel 1885 la Confraternita dei Marinai donò alla chiesa una artistica statua d’argento del Santo. In un antico reliquiario di argento è racchiuso un osso del suo braccio.Monopoli – Venera il Santo sin dal 1476 quando il Vescovo Manfredi, nobile di Taranto, costruì nella cattedrale una cappella dedicata al Santo, affidandone la custodia ad una confraternita, che ne celebra la festa il 14 Maggio.Grottaglie – Vi è nella Collegiata una Capella dedicata a S.Cataldo, costruita nel 1651 per iniziativa dell’arcivescovo Caracciolo.Lecce – Esiste una monumentale chiesa dedicata ai Santi Nicola e Cataldo, con annessa abbazia costruita nel 1180 da Tancredi, ultimo re normanno. A 12 km. Dalla città c’è il porto di S.Cataldo col relativo faro pure intitolato a S. Cataldo.Nel Lazio Settentrionale, alcune cittadine onorano il Santo. Eccole:Viterbo – Il Convento dei Gradi dei Padri Domenicani possedeva una tenuta denominata “San Cataldo”.Montenero Sabino (Rieti) – La parrocchia è dedicata a S. Cataldo. La Festa si celebra il 10 Maggio.Cottanello (Rieti) – Si celebrano due feste in onore di S. Cataldo: l’8 marzo e il 10 maggio, e la parrocchia è dedicata al santo.Passiamo nelle Marche e troviamo che:Giuliano Teatino – S. Cataldo è il Patrono del paese e la relativa statua risale il 1500, donata da Folco Bosis.In Campania osserviamo:Roccaromana – Vi è una parrocchia dedicata a S. Cataldo.Maddaloni (Caserta) – Ha un altare dedicato a S. Cataldo nella chiesa di S. Angelo.Massalubrense – Nella penisola sorrentina, ha S. Cataldo come protettore. La ex Cattedrale di S. Maria delle Grazie ha una cappella dedicata al Santo, con reliquie donate da Mons. C. Capecelatro, arciprete di Taranto.Napoli – Giovanni Maria Puderico, nobile napoletano nato nel 1574, già arcivescovo di Taranto, eresse la Basilica dei Padri Canonici Regolari di S. Salvatore e consacrò l’Altare Maggiore, ornato di marmi e bassorilievi, a S. Cataldo, facendovi collocare l’immagine della Vergine con a lato S. Cataldo. i Tarantini, residenti a Napoli, vi si recano a festeggiare S. Cataldo il 10 Maggio.In SiciliaMolte sono le documentazioni storiche ed artistiche che l’isola offre della sua devozione a S. Cataldo. Oltrepassato lo Stretto, da Messina a Palermo, troviamo insigni cimeli di questa devozione.Innanzi tutto un’intera cittadina porta il nome di San Cataldo (Prov. di Caltanissetta). Fu denominata così dal fondatore della medesima, Filippo III, re delle due Sicilie nel 1610, devotissimo del Santo Taumaturgo di Taranto.Nel Duomo di Cefalù, su una grossa colonna di granito si vede dipinta una severa figura di S. Cataldo e su un magnifico bastone di avorio (sec. XVI), conservato nel tesoro del Duomo, vi è scolpita una figura di S. Cataldo simile a quella della colonna.In Palermo, adiacente alla Chiesa della Martorana, sorge un’altra Chiesa dedicata a S. Cataldo, fondata nel 1161. Le forme architettoniche primitive di pretto stile orientale, con arcate esterne e tre singolari cupolette, il pavimento in mosaico e l’altare primitivo con scolpita la croce e i Quattro evangelisti, fanno di questa Chiesa un vero gioiello di storia e di arte.Anche a Monreale, nello stupendo duomo, tra i Santi in mosaico che decorano la Gloria dorata di Cristo Pantocratore è raffigurato S. Cataldo.E così in Nicosia, Enna, Partinico e in molte altri località dell’Isola.Ma non è soltanto nell’Italia Meridionale che la devozione a S. Cataldo è diffusa. Troviamo tracce della medesima, che ancora ne conservano vivo il ricordo in quasi tutte le regioni d’Italia: Genova, Mantova, Modena, Bologna, Rimini, ove in un antico convento dedicato al Santo – oggi distrutto – furono ospitati S. Vincenzo Ferreri ed il Goldoni che vi frequentò per qualche tempo le scuole di filosofia. Anche Venezia e Verona si gloriano di onorare il Santo.Memorie di S. Cataldo le troviamo anche fuori d’Italia all’estero: a Malta ed in Francia.A questi ricordi insigni, vanno aggiunte ora le terre delle Americhe, Stati Uniti e Canada, dove gli Emigrati supinesi, fin dagli inizi del XX secolo, hanno trasportato la devozione al Santo come la più preziosa eredità della loro patria di origine. E troviamo che il Santo è entrato nel culto di questi nuovi popoli e la sua festa con grande solennità si celebra ogni anno in Detroit, Dearborn, Aliquippa, Greensburg, New-Haven, Toronto e Montreal.Non è per puro scopo statistico che abbiamo volluto indicare le località in cui S. Cataldo è venerato più o meno solennemente o comunque ricordato da opere artistiche o culturali che sfidano il tempo, come la medesima memoria del Santo; lo abbiamo fatto per dimostrare che la estensione territoriale del culto al nostro Protettore è vastissima, tanto quanto la devozione che ciascun fedele racchiude gelosamente nel proprio animo.


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