San Cataldo Vescovo di Supino


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La più antica immagine di San Cataldo

Informazioni > La Storia del Santo

del Prof. Gioacchino Giammaria
Come è noto ai lettori di questo Notiziario, nel criptoportico della cattedrale di Anagni dedicata a S. Maria Annunziata, vicino ai celeberrimi affreschi restaurati da non molto, vi è un'altra pittura parietale, Realizzata anch'essa con la tecnica dell'affresco, nella quale si trova un'immagine di San Cataldo. Ne ha già parlato don Francesco Fiaschetti, morolano, canonico anagnino e cancelliere della diocesi ernica, in un articolo nel Notiziario numero XVI del 1980.La descrizione del nostro canonico va subito all'essenziale e riporta alla mente l'antico modo di entrare in cattedrale; infatti una volta non si entrava dagli ingressi posti in facciata ma attraverso la cosiddetta "porta oscura", posta nel retro, affianco alle famose absidi e che immette nel criptoportico. Oggi vi si trova il museo-lapidario (da poco tempo completato) con la ricca collezione epigrafica e di pietre lavorate. Qui, non appena entrati e superata la porta si nota un affresco solitario, posto in altro a circa 3,6 metri d'altezza raffigurante "il Salvatore (figura ricorrente spesso nella nostra cattedrale), S. Luca Evangelista e S. Cataldo, vescovo e confessore ... S. Cataldo è raffigurato con i paramenti episcopali: mitra, piviale e stolone.Manca il pastorale, perché nei primi secoli lo si dipingeva soltanto negli affreschi in cui si rappresentava lo svolgimento dei riti sacri.Il Santo tiene tra le mani un libro chiuso ... che ... simboleggia il sapere arcano e lo scibile universale"; sono le parole di don Fiaschetti con cui si presenta l'immagine ed il sacerdote continuava sostenendo che in realtà potrebbe trattarsi del Vangelo a documentare i poteri del vescovo. Don Francesco chiudeva questa parte sull'affresco affermando che: "La fede popolare invece preferisce leggere nel libro una sicura protezione contro l'ernia e, in genere, una difesa dalle malattie di origine occulta ...".Se andiamo ad esaminare l'affresco, che pubblichiamo qui per la prima volta per renderlo noto, dobbiamo riscontrare che S. Cataldo sta alla sinistra del Cristo Salvatore con quel benedetto libro chiuso mentre dall'altra parte c'è S. Luca, apostolo e medico, con un cartiglio (su cui è scritto: anno quinto decimo imperii Tiberii); il libro del Cristo è invece aperto al versetto salus populi ego sum. Mi pare che il messaggio sia inequivocabile: Cristo postula la salus populi che è sicuramente quella spirituale, ma a me pare che prometta anche la salute dei corpi visto che è affiancato da un medico e da un noto protettore dalle malattie endemiche nel mondo agro pastorale quale era ritenuto s. Cataldo.Perché questo affresco nel criptoportico anagnino? Al di là della questione se vi fossero altre pitture, cosa molto probabile (e quindi la appartenenza del trittico ad un ciclo con un suo significato), ci interessa capire perché all'accesso già principale della cattedrale, percorso anche dai cortei papali (secondo una suggestiva tesi Bonifacio VIII fece costruire un lungo corridoio coperto per poter transitare dal suo palazzo alla cattedrale, e questa via riservata arrivava proprio alla "porta oscura") vi era collocato un grande e visibilissimo trittico il cui significato è indubbio.Secondo le recenti ricerche, la preoccupazione della salute corporea non riguardava solo i comuni uomini ma anche, e soprattutto, gli ecclesiastici di curia i quali avevano al seguito medici ed un ospedale organizzato (affidato agli Antoniani di Vienne; questo incarico spiegherebbe anche la loro forte presenza nella nostra zona ed il cospicuo numero di ospedali in Anagni, Ferentino e paesi vicini) curandosi il corpo con la medicina del tempo ma anche con rimedi naturali.Di questo ne ha fatto una lunga trattazione Agostino Parravicini Bagliani in più suoi scritti di cui il corpo del papa è la summa (l'intera ultima parte è dedicata a quanto ha operato papa Castani per tenersi in salute).Per tornare a s. Cataldo, non penso sia del tutto assurdo ritenere che il culto del santo sia stato presente anche presso la curia romana e nei riti della cappella papale, sempre perché considerato santo taumaturgo. Gli affreschi duecenteschi anagnini, tutti legati alla presenza papale nella città ernica, stanno lì come un forte indizio.


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